L'ARMATORE

L'inchiesta di Trapani, concessi gli arresti domiciliari a Ettore Morace

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Ettore Morace, foto da ship2shore.it

TRAPANI. Il Gup Marco Gaeta ha concesso gli arresti domiciliari a Ettore Morace, assistito dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Ida Giganti. Anche la procura di Palermo aveva dato parere favorevole. I pm titolari dell’inchiesta “Mare Monstrum” avevano detto sì alla sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari per l’armatore, numero uno di “Liberty Lines”, arrestato la scorsa settimana per corruzione.

Per magistrati, come  per il giudice, mancano le esigenze cautelari, ora che Morace si è dimesso da tutti gli incarichi societari. Formalmente non ha più alcun ruolo nella Liberty Lines. Quindi, nessuna possibilità di inquinare le prove o ripetere il reato.

Analoga la posizione di Giuseppe Montalto, coordinatore della segreteria particolare dell’assessore regionale ai Trasporti, indagato per corruzione e considerato uno degli uomini di Morace. A lui sono stati revocati i domiciliari. Quanto a Girolamo Fazio, deputato regionale di AP, gli atti sono stati trasmessi alla procura di Trapani per competenza.

"Mare Monstrum” ha portato alla luce la guerra tra compagnie navali per i collegamenti con Egadi ed Eolie. Morace avrebbe intessuto una fitta rete di contatti per agevolare i suoi affari: all’Ars, per gli inquirenti, poteva contare su Fazio e Montalto. Ma avrebbe avuto anche un “gancio” in Parlamento: la sottosegretaria al ministero delle Infrastrutture Simona Vicari, fresca di dimissioni.

Gli atti di indagine parlano di favori e regali costosi a chi lo avrebbe aiutato: dai biglietti per lo stadio e i traghetti per le isole a Fazio all’assunzione di un amico di Montalto in Liberty Lines, fino al Rolex da 6mila euro a Vicari. Morace ha respinto tutte le accuse.

Morace non uscirà però dal carcere fino al pronunciamento del Tribunale di Trapani a cui sono stati trasmessi gli atti per alcuni episodi di corruzione. Il Gup di Palermo ha dato parere favorevole sugli altri capi d'accusa.

Il giudice di Palermo si è occupato in particolare di quelli relativi alla cosiddetta "vicenda Caronia" e quella dell'assunzione del giornalista Piero Messina. "Tenuto conto del l'atteggiamento positivo tenuto da Morace - scrive  giudice - e tenuto conto della sua dimissione dalle cariche nelle società da lui amministrate, deve ritenersi idonea la misura degli arresti domiciliari senza braccialetto elettronico". 

 

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