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IL FRONTMAN

Jarabe de Palo, Pau e il cancro: "Vivo il presente". In estate tappa a San Vito

MILANO. «Alla malattia dedico 5 minuti della mia giornata e poi basta. Per il resto, vivo come tutti voi: non è ottimismo ma realismo».

Con atteggiamento positivo e voglia di raccontarsi Pau Donés ha presentato a Milano il progetto '50 Palos' con il quale il cantautore spagnolo festeggia 50 anni di vita e 20 anni di Jarabe de Palo.

Un progetto declinato in disco, tour e libro che rappresenta un ritorno dopo la diagnosi di cancro del 2015.

Ma la malattia a suo dire non ha influenzato il senso del suo lavoro: «Il disco nasce come esercizio artistico, dal piacere di eseguire i brani della mia carriera come mai fatto prima», racconta il musicista.

Le 21 hit più l’inedito 'Fumo', inciso con Kekko Silvestre dei Modà, sono infatti presentate in chiave acustica, con pianoforte e accompagnamento orchestrale, tra gli archi o una tromba cubana per un brano come 'La Flaca'.

Il disco soprattutto contiene 4 duetti, e oltre al già menzionato Kekko compaiono Lorenzo Jovanotti ('Bonito'), Francesco Renga ('Dipende') e Noemi ('Mi piace come sei'):

«I miei amici italiani sono quasi tutti musicisti, e questo si sente nelle canzoni: la versione con Jovanotti di 'Bonitò per me è la più bella mai registrata, e l’amicizia con Kekko è stata una sorpresa, la sua storia di successo con una band alla quale nessuno faceva caso mi ha ricordato quella dei Jarabe de Palo».

Con il suo repertorio eseguito in versione acustica per il tour '50 Palos' la band ha già fatto il giro degli Usa per 13 date ad aprile, uno show che sta per arrivare in Spagna e che toccherà l’Italia con una tournée teatrale tra un anno, il prossimo aprile.

Gli Jarabe de Palo incontreranno il pubblico italiano già quest’estate con la tournée elettrica '20 Anos', a partire da Napoli (14 luglio, Arena Flegrea) e quindi a Roma (20/7, Auditorium Parco della Musica per 'Luglio suona bene') e a Bellinzona in Svizzera (29/7), per poi tornare il 15 settembre a San Vito Lo Capo (Trapani) per il 'Cous Cous Festival'.

Parte essenziale della celebrazione è anche il libro '50 palos... e continuo a sognarè, appena pubblicato da DeAgostini:

«Tutto è nato dal mio blog che l’editore Planeta mi ha chiesto di espandere in un libro: alla fine ho messo insieme 50 storie, raccontate per il piacere di intrattenere soprattutto. Io sono abituato a parlare al pubblico con le canzoni, ma con un libro si può dire molto di più di vita, amore, morte: racconto quello che vivono tutti».

E per il cantautore più ancora della malattia i capitoli centrali di questo racconto sono eventi come la morte della madre o la nascita della figlia:

«Il cancro ha influenzato la mia vita, perché mi sono dovuto dare una calmata, e in qualche modo ho imparato a godere più della bellezza delle cose tirandomi fuori dall’onda della carriera. Però non mi ha insegnato niente: io non ho paura della morte come non ho paura della vita, per me esiste solo il presente».

Una spinta all’esistenza che Pau ha voluto mettere fin dalla copertina di album e libro, che lo ritrae con una palpebra spaccata:

«Dopo la prima operazione e tre mesi di convalescenza sono potuto tornare a sciare, e mi sono infortunato subito al primo giorno: quel permesso dato dal dottore era come ritornare alla vita, ho voluto condividere quel momento con tutti».

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