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Castelvetrano, la giunta approva il piano urbanistico

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CASTELVETRANO. Demolire e ricostruire nella stessa volumetria all’interno del perimetro del centro storico sarà possibile grazie all’approvazione da parte della Giunta del Piano Urbanistico, redatto dagli Uffici tecnici del Comune.

Il Comune di Castelvetrano è il primo in provincia e il quinto in Sicilia a dotarsi di questo importante strumento che rappresenta sicuramente una svolta legislativa in materia di recupero dei centri storici. Prima di entrare nel dettaglio precisa il sindaco Felice Errante: «Bisogna partire dal fatto che nel 2015 la Regione aveva invitato il Comune a redigere un piano urbanistico che comprendeva uno studio dei centri storici ricadenti nelle zone A al fine di incentivare interventi di recupero, trasformazione e manutenzione del patrimonio edilizio in disuso ricadente nel perimetro urbano, denominato Studio di dettaglio del centro storico ZTO (Zone territoriali omogenee)».

Si tratta di un accurato lavoro portato avanti per mesi da un apposito gruppo di lavoro, costituito dal Dirigente del Settore Uffici Tecnici l’ingegnere Gianbattista Impellizzeri, e coordinato dal funzionario comunale l’architetto Daniela Lucentini, che ha lavorato per dare immediata efficacia alle disposizioni contenute nella recente normativa del luglio 2015, realizzando un vero e proprio screening di un’ampia porzione del centro storico castelvetranese.

Ben 774 le unità edilizie censite, fotografate e catalogate principalmente in aree soggette a forme di particolare degrado e parzialmente disabitate che consentiranno all’amministrazione di predisporre un piano che dovrà poi essere sottoposto all’approvazione definitiva del Consiglio Comunale e che potrebbe essere uno dei primi atti approvati dal prossimo massimo consesso civico, e che certamente darà un volto nuovo al centro storico cittadino, che oggi si presenta particolarmente in degrado.

Un piano che ha già avuto tutti i pareri favorevoli a cominciare dalla Soprintendenza e a quelli del Genio Civile. La perimetrazione degli immobili su cui si può intervenire riguardano : Piazza Nino Bixio,via Lipari, Via Crispi,via IV Novembre, pioazza San Giuseppe, Via Cernaia, Piazza Alfieri,Via Cernaia, via Savonarola, via Denaro, via Pietro Luna, Piazza San Giuseppe, via XXIV Maggio, via Felice Orsini, Pazza San Giovanni, via Millazzo e Piazza Dante. Questo piano sarà pubblicato sul sito del Comune per consentire a cittadini, imprenditori di fare osservazioni, chiedere chiarimenti che potranno essere valutati dal prossimo Consiglio comunale».

L’ingegnere Giambattista Impellizzeri è convinto che «il potere demolire totalmente e ricostruire, rispettando la volumetria esistente potrebbe attrarre importati investimenti da parte di Società che operano nel mondo dell’edilizia, potendo trasformare le aree in ambienti residenziali di qualità senza vincoli di ristrutturazione. Questi immobili fatiscenti potranno beneficiare di finanziamenti a livello regionale, nazionale e comunitario se saranno bravi i prossimi amministratori a fare finanziare i progetti in tal senso».

Non nasconde la sua soddisfazione il primo cittadino: «Dai dati forniti dalla Sovrintendenza e dal Genio Civile di Trapani siamo il primo comune in provincia ed il quinto nell’intera regione a dotarsi di questo strumento di programmazione urbanistica che potrà diventare prodromico a richieste di finanziamento.

Per gli immobili diruti e non di pregio architettonico già censiti è prevista la possibilità di demolizione e ricostruzione che ha rappresentato per tanti anni un disincentivo alla ristrutturazione per i proprietari e per le imprese edili locali. Grazie a questo studio abbiamo raggiunto una serie di obiettivi come aver adempiuto ad una norma, aver effettuato un primo importante passo verso un completo censimento degli edifici del centro storico per mezzo di un sistema GIS che contiene un database che potrà essere implementato e fornito delle indicazioni urbanistiche chiare che consentiranno una completa revisione di interi isolati del nostro centro storico, il tutto nell’ottica di favorire un reinsediamento abitativo».

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