CASSAZIONE

Confermato il "no" alla confisca dei beni del fratello di Messina Denaro

CASTELVETRANO. La Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura Generale di Palermo contro la decisione della Corte d'appello che il 2 ottobre 2015 aveva disposto la revoca della confisca dei beni subìta da Salvatore Messina Denaro, 62 anni, ex bancario, fratello del boss latitante Matteo Messina Denaro.

I beni confiscati (società, terreni, denaro e un'auto per un valore complessivo stimato in 320 mila euro) tornano, dunque, nella piena disponibilità del fratello maggiore del boss castelvetranese.

Attualmente, Salvatore Messina Denaro sta scontando in carcere una condanna per associazione mafiosa. Condanna divenuta definitiva nel novembre 2013, quando la suprema corte confermò i sette anni di reclusione che il 17 ottobre 2012 la sesta sezione della Corte d'appello di Palermo gli aveva inflitto nell'ambito del procedimento stralcio (rito abbreviati) scaturito dall'operazione antimafia «Golem 2» del 15 marzo 2010.

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