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Trapani, servono 1,2 milioni per recuperare il centro di accoglienza

TRAPANI. Un milione e duecentomila euro per consentire la riapertura dell' ex centro Cara di Salinagrande, struttura che sarà gestita dalla cooperativa Badia Gande, aggiudicataria del bando emanato dall' amministrazione comunale con l' obiettivo di ospitarvi minori extracomunitari.

"A pagare questi soldi sarà il Comune e, quindi, i cittadini - è l' affondo immediato di Domenico Ferrante, consigliere comunale del Partito socialista, da sempre particolarmente attento alle vicende dell' ex centro Cara di Salinagrande -. Tutto questo è inconcepibile. E, per questo ho attivato tutte le procedure affin ché si faccia luce sui veri responsabili di questo spreco. Mi sono rivolto alla Procura ed anche il segretario comunale si sta attivando. Occorre fare chiarezza perché a pagare i soldi necessari per i lavori non dovranno essere i cittadini, ma coloro che il danno lo hanno creato lasciando la struttura al proprio destino".

Un' accusa prontamente rimandata al mittente da Antonino Giglio, assessore comunale al Patrimonio. "Il computo metrico che è stato presentato all' amministrazione - sono le sue parole -, è comprensivo delle somme necessarie per effettuare le riparazioni dell' immobile, ma an che dei soldi previsti per gli interventi relativi all' adeguamento della struttura al fine previsto dalla cooperativa aggiudicataria. Nell' elenco è stata inserita anche la climatizzazione ex novo ed il rifacimento dell' impianto elettrico oltre che il rivestimento e la pavimentazione dei bagni. Ed in ultimo, quando l' immobile è passato nella nostra disponibilità, erano già presenti dei danni alla struttura".

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