INFRASTRUTTURE

Porto di Trapani, Confindustria: «Opportuna richiesta di moratoria di 36 mesi»

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confidustria, porto, Trapani, Economia
Il porto di Trapani

TRAPANI. «Sarebbe veramente opportuna la richiesta moratoria di 36 mesi alla normativa che istituisce la Autorità di Sistema portuale del mare di Sicilia Occidentale e che dispone l' accorpamento dei porti di Palermo, Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle». Lo afferma il presidente di Confindustria Gregory Bongiorno dopo che il deputato regionale Mimmo Fazio, come aveva già fatto il sindaco di Trapani Vito Damiano, ha sollecitato al presidente della Regione, Rosario Crocetta, di richiedere al Ministero delle Infrastutture la moratoria di 36 mesi, peraltro prevista dallo stesso decreto che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 28 luglio in ordine alla Riorganizzazione e semplificazione delle Autorità portuali. «Ancorchè approvato in via definitiva - sottolinea Bon giorno - il decreto non è stato ancora pubblicato ed esso stesso contempla (articolo 22) che entro 15 giorni dalla pubblicazione i presidenti di Regione possano chiedere la moratoria, appunto fino a 36 mesi».

Per Bongiorno, come già rilevato da Fazio, si tratterebbe di «un periodo congruo per avviare un tavolo di discussione finalizzato ad assicurare una equilibrata governance del territorio e del porto». A questo stesso proposito il sindaco Vito Damiano aveva evidenziato che si potrebbe avere il tempo di «elaborare un approfondito studio teso a dimostrare la necessità e opportunità di una spiccata autonomia del porto di Trapani, in quanto strumento di sviluppo locale inserito in un più ampio e articolato contesto strategico dell' Area Vasta della Sicilia Occidentale».
«Non siamo contrari per principio agli accorpamenti, ma vorremmo garanzie che funzionassero - chiarisce il presidente di Confindustra - perché un recente passato ci ha insegnato, come nel caso degli ex Consorzi per le aree di sviluppo industriale, che si finisce con il non avere una interlocuzione sul territorio e, di fatto, il suo abbandono».
Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, ribadisce il presidente di Confindustria, «ha proprio una carenza di base: è stato emesso senza che sia stato sentito il territorio, ossia gli operatori dell' area portuale e le categorie economiche».
Bongiorno sottolinea, inoltre, che il presidente della Regione è già intervenuto sull' accorpamento che riguarda Catania e Messina. «Ci sembra - conclude - che dovrebbe farlo anche per quello che interessa Trapani, con una richiesta che appare già ampiamente motivata».
Non c' è infatti chi, intervenendo sulla questione, non abbia evidenziato i segnali di sviluppo dell' economia legata al porto a dispetto della soppressione dell' Autorità Portuale definitivamente liquidata nel 2009. Il pericolo, come denunciato da Mimmo Fazio, rimane la «possibile subordinazione alle scelte e agli interessi del porto e della città di Palermo». (*GDI*)

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