IL CASO

Salemi, il teatro abbandonato invaso dalle erbacce

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SALEMI. Il panorama delle opere incompiute in giro per le nostre terre è vasto, quasi come la vista che si gode affacciandosi dal Giardino del Carmine a Salemi. Una finestra aperta sulla Valle del Belice, questo dovrebbe essere la terrazza naturale ricavata lì dove sorgevano la chiesa ed il convento della Madonna del Carmine, al confine con la Giudecca, lo storico quartiere ebraico salemitano. Invece gli spettri del sisma di quarantotto anni fa si aggirano nel teatro all' aperto non curato, in cui non sono previste rappresenta zioni causa rosso nei conti.

Tra le stradine scoscese di questo quartiere già disabitato, perchè ad alto rischio idrogeologico, quando il terremoto era da venire, doveva farsi strada una nuova prospettiva di ricostruzione, a partire dall' armonia con la natura aspra del territorio. Mentre ciò che rimane del progetto originario di giardino comunale risalente alla prima metà degli anni Ottanta, firmato da architetti del calibro di Roberto Collovà, Marcella Aprile e Francesco Venezia, è uno spazio abbandonato.

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