“La storia vergognosa”, ad Erice un documentario di Nella Condorelli - Foto

ERICE. “La storia vergognosa”, il nuovo documentario di Nella Condorelli Un viaggio cinematografico tra le pieghe della prima, grande ondata migratoria italiana – e siciliana – di fine ‘800 verso le Americhe

Presentazione del progetto cinematografico venerdì 20 maggio, alle 11,50 a Villa San Giovanni, ad Erice (TP), nel corso del meeting internazionale Fourth International Conference on Mediterranean Studies - The Mediterranean as Lived and Dreamed by Insiders and Outsiders, organizzato dall’Indiana University e dal professor Antonio C. Vitti con la collaborazione di Anthony Julian Tamburri, Jerry Pilarski e Pinola Savalli.

Tra il 1890 ed il 1910 più di cinque milioni di persone partirono dall’Italia verso la Americhe. E’ la prima grande ondata migratoria della storia nazionale, composta soprattutto da miseri contadini, piccoli artigiani, uomini e donne, che partivano dal Sud, dalla Sicilia. Definiti “no white” nei registri di Ellis Island, non erano su un gradino più alto rispetto agli schiavi liberati dalle piantagioni, non erano amati e neanche sopportati. Lavoravano per paghe da fame, facendo i lavori che altri polacchi, irlandesi, cinesi, non volevano fare. La raccolta dell’immondizia, lo spurgo delle fogne, i più fortunati erano assunti a settimana nelle company tessili o nei cantieri edili e ferroviari. Hanno costruito il “progresso americano”, ma cosa si sono lasciati dietro? Solo fame e miseria? Il loro bagaglio era di sola nostalgia? Quante storie si celano nella grande storia dell’emigrazione italiana di fine ‘800?

Nel 2013 la giornalista e documentarista Nella Condorelli ha girato “1893. L'inchiesta”, film documentario che ricostruisce per la prima volta, la vicenda dimenticata dei Fasci siciliani dei Lavoratori, 1891-1894, il movimento per i diritti al lavoro che la storiografia internazionale considera il più importante dell’Europa del XIX secolo, dopo la Comune di Parigi. Al centro della narrazione, l’inchiesta realizzata in Sicilia a dorso di mulo da un giornalista veneto, Adolfo Rossi, considerato dai suoi contemporanei il più grande cronista del suo tempo. Il film documentario, sostenuto dalla Sicilia Film Commission, e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia con il patrocinio della Regione Veneto, andrà in onda su RAI Storia a fine di maggio. Adesso Nella Condorelli torna sulle tracce di quella vicenda con un nuovo progetto cinematografico, “La storia vergognosa” , le cui riprese inizieranno a breve tra la Sicilia e gli Stati Uniti.

Il progetto del nuovo documentario sarà presentato venerdì 20 maggio alle 11,50 a Villa San Giovanni, ad Erice, nel corso del meeting internazionale Fourth International Conference on Mediterranean Studies - The Mediterranean as Lived and Dreamed by Insiders and Outsiders, organizzato dall’Indiana University e dal professor Antonio C. Vitti con la collaborazione di Anthony Julian Tamburri, Jerry Pilarski e Pinola Savalli

Con l'autrice e regista Nella Condorelli, saranno presenti l’attrice protagonista de “La storia vergognosa”, Enrica Rosso – che leggerà alcuni brani di testo, tratti dalle cronache americane di Adolfo Rossi - e Alberto Giombetti, direttore della Confederazione Italiana Agricoltura.

 

Sequel “necessario” del primo cortometraggio, il film riannoda il filo di una vicenda dimenticata, ricostruendo un aspetto poco indagato dell’emigrazione fine ‘800. Nella Condorelli ha seguito le tracce di uomini e donne dei Fasci siciliani dei Lavoratori, forzati ad emigrare verso le Americhe dopo la repressione sanguinosa del movimento; e ne ha ricostruito le storie di vita e destini collettivi da una riva all’altra dell’oceano. Ecco Santa, contadina di Lercara Friddi, scampata alla strage del 1893, “morta di fuoco" nel 1905 in un tennement dei Five Points di New York. Ecco Maria: la lasciammo alla testa agli scioperi di Piana degli Albanesi contro la schiavitù del lavoro e la mafia del feudo, la ritroviamo bracciante in Louisiana; definita "no white" negli elenchi di Ellis Island rischierà il linciaggio, ma sarà in prima fila negli scioperi contro il salario da fame. Non è la sola, la ricerca di Nella Condorelli, alla base del progetto cinematografico, ha riportato alla luce la Sicilia dimenticata: come Maria, infatti, sono tanti i siciliani e le siciliane che hanno dato il proprio contributo al movimento sindacale americano e alle rivendicazioni per i diritti sociali e civili, contro il razzismo. Pagandone un prezzo alto. Una pagina, questa, completamente rimossa a favore della narrazione di una Sicilia che ha esportato oltreoceano, solo “mafia”.

Le cronache “americane” di Adolfo Rossi.
Come per “1893. L’inchiesta” anche “La Storia vergognosa” si avvale delle cronache di Adolfo Rossi, contenute in due libretti, “ Un italiano in America” e “Nel Paese dei Dollari”. Scritti in prima persona dal giornalista, emigrante egli stesso dal Polesine negli States, riflettono in sostanza lo sguardo degli emigranti di fronte al “Nuovo Mondo” e alle sue contraddizioni, con le ferrovie cittadine che corrono su binari aerei, i tennements e gli house-bar dei Five Points, i miseri quartieri degli immigrati, la strepitosa narrazione del viaggio collettivo da New York alle miniere del Colorado, attraverso sette stati. Una narrazione curiosa, ironica e puntuale, che dà la cifra narrativa dell’intero progetto.
“Ho deciso di lavorare a questo soggetto perché alla fine di ogni proiezione del mio precedente documentario “1893. L’inchiesta” il pubblico mi pone sempre la stessa domanda: che fine fecero le migliaia di contadini, uomini e donne, che animarono in Sicilia i Fasci dei Lavoratori, il primo sciopero organizzato per i diritti del lavoro dell’Italia unita? – spiega Nella Condorelli – Per questo ho deciso di approfondire la vicenda, e ho cominciato a seguire le tracce lasciate da lettere, documenti ufficiali, certificati di matrimonio o di morte... La fase della ricerca per lo sviluppo del progetto, che oggi posso considerare praticamente conclusa, è stata affascinante, sono risalita ad un altro racconto dell'emigrazione italiana, e siciliana, negli States, tra la fine dell'800 e i primi quindici anni del '900. Le storie mi sono venute incontro, come se aspettassero solo di essere raccontate, e non parlano solo di dolore e nostalgia, ma anche di consapevolezza politica, partecipazione, tenacia e fede negli ideali di giustizia.

Durante il grande sciopero di Lawrence, nel Tennesse, del 1912, chiamato “ Strike Bread and Roses”, donne e uomini siciliani furono in prima fila, come risulta da foto inedite che ho recuperato, anche sulla partecipazione di bambini e bambine, figli degli emigranti, e a loro volta lavoratori in una condizione terribile. Insomma, un’altra Sicilia, anche questa completamente dimenticata come quella dei Fasci dei Lavoratori, che vale la pena conoscere per le sue ricadute sul presente. Alla fine, quel che è venuto fuori, il cuore del mio soggetto, lega in maniera inedita due rive dell’oceano, ricostruisce la grande epopea del movimento contadino siciliano, la prima lotta di resistenza italiana e europea, i suoi martiri. E’ il ‘900 siciliano, partenze, ritorni, ancora partenze, lotte per il lavoro, la mafia nel destino dell’isola, la terra come destino. Con una domanda centrale: perché abbiamo dimenticato? e una conclusione a sorpresa che arriva sino ad oggi”.

La produzione
La produzione del cortometraggio è della società Factory Film che lancerà a fine giugno una campagna internazionale di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo e su una piattaforma creata ad hoc da giovani professionisti del settore sul sito ufficiale del film www.lastoriavergognosa.com. Il progetto è stato presentato al Mibact Direzione Generale del Cinema per la concessione dell’interesse culturale, e l’apertura al tax credit interno ed esterno che ha già suscitato l’attenzione di alcuni investitori italiani e internazionali. Per i materiali di repertorio, numerosi, è avviata una collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, altri materiali sono stati reperiti in archivi specializzati italiani e americani. Il progetto gode della collaborazione dell’Archivio di Stato di Rovigo, e del patrocinio della Confederazione Italiana Agricoltori, che ha già assegnato il Premio Bandiera Verde Agrifilm 2015 al precedente documentario della Condorelli. L’uscita del film è prevista per la fine del 2017.

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