SERIE B

Trapani, l'allenatore della Primavera Di Gaetano: "Giovani interessanti per il futuro granata"

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TRAPANI. Francesco Di Gaetano, bomber di razza quando calcava i campi di calcio, adesso allenatore della formazione Primavera del Trapani calcio. Appese le scarpe al chiodo  dopo aver disputato in maglia granata la sua ultima partita a Sapri, nel campionato 2009-2010, nella quale andò in rete su calcio di punizione. Per diversi anni è stato l’ombra di Roberto Boscaglia. Prima dell’attuale torneo di serie B tutti credevano che seguisse il trainer gelese a Brescia ma si sa, nel calcio non c’è mai nulla di scontato e “come un fulmine a ciel sereno”, come dice lui, è arrivata la proposta del Trapani.

Il buon Ciccio, legato ai colori granata, ha accettato di buon grado ed ha intrapreso questa nuova esperienza. “Ho subito detto di si alla dirigenza senza pensarci molto. Ho anche compreso quali fossero i programmi e le risorse della società per disputare un Torneo Primavera. Sicuramente non c’erano possibilità di fare le cose in grande ma se rispondi positivamente significa che sei consapevole di tutto quello che ti attende. Il nostro organico è formato da quasi tutta gente del luogo e naturalmente devi adattarti, anche se l’idea di migliorare questi ragazzi ti stimola tanto”.

La rosa a disposizione dell’ex bomber palermitano è composta da 28 elementi con età sui 17-18 anni “abbiamo impiegato anche qualche calciatore nato nel 2000. Io, Stefano Firicano, il mio vice, e Giovanni Guaiana, preparatore dei portieri, abbiamo lavorato sodo per farli crescere”. Sulle difficoltà incontrate, Di Gaetano si sofferma “sui limiti tecnici di una rosa della quale qualcuno ha avuto la possibilità di giocare in prima squadra ma purtroppo sono mancati i presupposti, le vere basi per fare bella figura. A questa età già dovrebbero essere pronti per la serie B ma carenze strutturali non glielo permettono. Alcuni ragazzi purtroppo non sono preparati adeguatamente in alcune scuole calcio.

Un altro aspetto penalizzante è la struttura fisica. Basta considerare che l’altezza media è di 1,65 metri. Di fronte a certe altre squadre, per certi aspetti, è abissale. Spesso abbiamo preso gol di testa per questo motivo. L’aspetto positivo è il cuore che ci mettono quando non ci arrivano con la tecnica. Esempi lampanti riguardano le partite giocate contro Juventus, Entella, Sampdoria, Fiorentina, Torino. Spesso riusciamo ad arrivare nei pressi della porta avversaria ma per un motivo o per l’altro non siamo capaci di metterla dentro sempre per lo stesso handicap”. Il tecnico indica che la partita che lo ha fatto indiavolare di più “è stata quella giocata in casa col Novara. Abbiamo sbagliato tutto. Una confusione totale che ci ha portato a subire  quattro gol. Le partite più belle le abbiamo disputate contro Spezia ed Entella, nelle quali, come si dice in gergo, siamo riusciti a “nascondere il pallone” agli avversari”. Riguardo agli elementi più promettenti, Di Gaetano indica “l’attaccante Mistretta con 8 gol al suo attivo, siglati in mezzo campionato per infortunio; il difensore Tumminelli e l’esterno Bulades. Tre classe ’97 di buone prospettive.

Voglio citare anche Benenati che, nonostante certe carenze, stava andando abbastanza bene e ho un pensiero per lui perché ha subìto un brutto infortunio. So che quando andiamo in trasferta il nostro direttore riceve complimenti per qualche nostro giocatore e, considerati certi limiti strutturali, per noi è motivo d’orgoglio”.  Il tecnico si sofferma poi sull’aspetto fondamentale del suo lavoro “voglio farli crescere. Dico sempre a loro non vi posso insegnare calcio ma spero di trasmettervi nozioni comportamentali per giocare in squadre di grande nome. Io non penso alla gloria come fanno tanti altri. Voglio svolgere il mio compito nel migliore dei modi. Mi ritengo fortunato sotto questo aspetto perché mi dedico ad un lavoro che mi piace e che tanti vorrebbero fare. Ci metto il cuore”.  Intanto il campionato sta volgendo al termine (7 maggio) e Di Gaetano vorrebbe prendersi la grande soddisfazione di non terminarlo all’ultimo posto “abbiamo davanti il Livorno che cercheremo di scavalcare. Siamo a nove punti. Qualcuno in città prima di cominciare ci considerava una squadra che avrebbe concluso il torneo a zero lunghezze. Se riusciamo ad evitare l’ultima posizione, per me equivale alla vittoria del campionato. In ogni caso, tutto sommato, il bilancio è da considerare positivo e mi ritengo soddisfatto del lavoro sin qui svolto assieme al mio staff”.

Infine il tecnico palermitano si sofferma sui rapporti con il mister della prima squadra, Serse Cosmi, che definisce “una persona disponibile e intelligente. Mi chiede sempre sui ragazzi. Abbiamo un rapporto squisito. E’ piacevole starci insieme” e si dichiara pronto a tornare ad allenare la “Primavera” nel prossimo torneo. Attende segnali dalla società “anche se sono affascinato dal calcio dei grandi. Vorrei provare questa esperienza per la quale mi sento pronto. Naturalmente in una categoria che il mio patentino mi permette e cioè fino alla Lega Pro”. Infine due parole sul grande momento della prima squadra su cui dice che “sono stati determinanti gli innesti di Nizzetto e Petkovic. Ritengo che questa sia la formazione con il più alto livello tecnico che il Trapani abbia avuto da quando milita in B”.

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