IL CASO

Olio dalla Tunisia, nella valle del Belice scatta la protesta

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CASTELVETRANO. I produttori olivicoli del Belice dicono “no” all’ingresso di oltre 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a «dazio zero» che stanno per arrivare sul mercato italiano Italia. L’ok , pervenuto nei giorni scorsi, è arrivato dall’Unione Europea e avallato dal Governo italiano. Le reazioni, tra i produttori nel territorio belicino, non sono mancate. I frantoiani di Castelvetrano, Elio Cavarretta dell’omonimo olificio, commenta così la scelta della comunità europea:«qui siamo buoni solo per pagare le tasse e del nostro lavoro non interessa a nessuno. Quest’olio che arriva dall’Africa danneggia tutta la filiera dell’olio e sarà crisi profonda per il comparto». Rincara la dose Valentina Blunda , giovane imprenditrice di Partanna e produttrice d’olio di qualità.

«Continua la reiterata mancanza di tutela dei produttori olivicoli italiani da parte del Governo-afferma piccata Valentina Blunda- I nostri politici non si rendono conto del grave danno arrecato ad un comparto come quello olivicolo che, soprattutto in Sicilia, è fondamentale per la tenuta dell'economia. Noi sottoposti a norme e i pressanti vincoli e il Governo autorizza l'immissione sul mercato di un prodotto senza controlli di qualità. Sono indignata». Rincara la dose la Coldiretti Sicilia che scrive in un comunicato:«l’olio tunisino costa meno di due Euro, ha il record di offerte speciali nella grande distribuzione e mortifica la produzione isolana».

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