IL CASO

Alcamo, due milioni contro "la grande sete"

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ALCAMO. "Il bando di gara è stato approvato nei giorni scorsi e la gara d' appalto sarà ora esperita dall' Urega di Trapani", comunica l' amministrazione municipale di Alcamo il cui commissario straordinario Giovanni Arnone aveva infatti approvato a dicembre la delibera del progetto.

Si tratta del progetto esecutivo, redatto dalla Hydro Engineering per 2 milione e mezzo di euro di spesa prevista, di efficientamento energetico ed idraulico del sistema idrico Cannizzaro, resosi necessario per garantire la regolarità dell' approvvigionamento idrico delle sorgenti denominate Cannizzaro, peril territorio alcamese. Dei problemi relativi all' approvvigionamento idrico ad Alcamo si hanno testimonianze che risalgono a fine '800 e all' inizio del secolo scorso. "Il ricorrente problema dell' acqua potabile - è riportato nel libro "Alcamo dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni" scritto da monsignor Vincenzo Regina - è stato sempre assillante in Alcamo". Nel libro, infatti, in una parte intitolata "L' acquedotto del consorzio Alcamo -Castellammare del Golfo e le interferenze mafiose", a testimonianza della crisi idrica esistente già ai primi del '900, si cita una relazione dell' allora commissario prefettizio Luigi De Bonis (22 giugno 1901) che indicò il "problema dell' acqua potabile" come "il più grave del Comune", un problema "che si trascina da anni".

 

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