L'ACCUSA

Erice, ciclista rumeno travolto e ucciso: indagata non risponde al Gip

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ERICE. Davanti al Gip, Caterina Brignone, l’automobilista ericino che, lo scorso sei dicembre, ha travolto e ucciso un ciclista rumeno si è avvalso della facoltà di non rispondere. Accusato di omicidio colposo, guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti e di omissione di soccorso, è agli arresti domiciliari.

Nel corso dell’udienza, l’avvocato Nino Sugamele, difensore dell’indagato, ha sollevato diverse questioni giuridiche. Per il legale, infatti, la ricostruzione dell’incidente, avvenuto in contrada Pegno, «così come proposta, è inverosimile, senza nulla togliere alla gravità del fatto. La posizione della vittima, le tracce presenti sull’asfalto e i danni riportati dall’autovettura e dalla bicicletta - ha rilevato Sugamele - risultano totalmente incompatibili con quanto contestato nell’ordinanza applicativa la misura degli arresti domiciliari». Contestato, poi, il reato di omissione di soccorso.

«Abbiamo ribadito al giudice – dice l’avocato - che non vi fu assolutamente omissione di soccorso, tant’è che quando gli operatori di polizia giungono sul luogo rinvengono l’indagato». Ma non è tutto. La difesa, infatti, ha sollevato altre due questioni.

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