OPERAZIONE DELLA DIA

Estorsione, confisca da 70mila euro alla sorella di Messina Denaro

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Patrizia, arrestata nel dicembre 2013, è stata condannata, in primo grado a 13 anni di reclusione, perché ritenuta responsabile di estorsione aggravata
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Anna Patrizia Messina Denaro

TRAPANI. La Direzione Investigativa Antimafia di Trapani ha confiscato alcuni terreni, per un valore di 70 mila euro,  alla sorella del boss Matteo Messina Denaro. Il provvedimento è stato emesso nei confronti di Anna Patrizia Messina Denaro. La donna, tratta in arresto dalla Dia nel dicembre 2013, nel corso dell’operazione congiunta denominata “Eden”, è stata condannata, in primo grado, dal Tribunale di Marsala, con sentenza emessa il 31 marzo, a 13 anni di reclusione, perché ritenuta responsabile, in concorso, di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata nei confronti di Rosetta Campagna, una delle eredi di Caterina Bonagiuso, quest’ultima madrina di battesimo Anna Patrizia Denaro.

La sorella del latitante, come si rileva dal provvedimento, “svolgeva un ruolo di raccordo con il fratello per scambi d’informazioni e per il coordinamento delle risorse economiche; ruolo fondamentale per assicurare l’assoluta segretezza, consentendo al congiunto di sottrarsi alla cattura ed alla consorteria di reperire fonti di finanziamento”. Le indagini complesse ed articolate, delegate e coordinate dalla Procura Distrettuale di Palermo, d’intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del “Gruppo Misure di Prevenzione”, sono state condotte da personale della  Dia trapanese.

L’esito delle indagini ha portato alle proposte avanzate dall’autorità giudiziaria per l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale e personale nei confronti della donna. Il provvedimento di confisca del Tribunale – Misure di Prevenzione di Trapani, presidente Piero Grillo, è stato emesso nella formula per equivalente a compensazione della somma pari a 70 mila euro, provento illecito derivante da accertata estorsione e non più rinvenuto nella sua disponibilità.

In particolare, la sorella avrebbe distratto l’illecito provento, al fine di eludere un eventuale provvedimento di sequestro o confisca, utilizzandolo per la sottoscrizione e successiva estinzione di una polizza pari a 30 mila euro e, per la restante parte, per altre spese. La confisca ha riguardato dei fondi di contrada Zangara, nelle campagne di Castelvetrano, ricevuti dalla donna in donazione qualche anno addietro. Con il medesimo Decreto è stata disposta nei confronti della stessa la Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza che, tenuto conto del grado di pericolosità, è stata determinata per la durata di quattro anni, con obbligo di soggiorno.

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