TRIBUNALE

Reclutava rumene come badanti: condannato un uomo a Trapani

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Prescrizione infine per altri tre inquisiti. I fatti risalgono al 2006 quando si ipotizzò un racket redditizio delle immigrazioni

TRAPANI. Avrebbe «reclutato» per far fronte alle richieste di badanti e di manovalanza nel settore dell’assistenza agli anziani, persone provenienti dalla Romania che, con la «collaborazione», più o meno occasionale, di altre donne di quel Paese, avrebbe fatto «impiegare» presso alcune famiglie.

Giuseppe Favara è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione e a 75 mila euro di multa dal Tribunale collegiale presieduto da Alessandra Camassa (a latere Samuele Corso e Chiara Badalucco), con la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. La condanna si riferisce solo ad alcuni degli episodi che gli erano stati contestati.

Per altri, infatti, Favara è stato assolto, al pari di altri imputati, Antonino Tranchida, Girolamo Chiara e Francesco Vultaggio, che, a vario titolo erano finiti pure loro sotto processo. Il tribunale, inoltre, ha dichiarato di non doversi procedere, per prescrizione, in ordine ad altre accuse che erano state mosse nei confronti di Laurentia Potec, Antonino Tranchida, Vito Pilato e Stefano Parisi.
I fatti risalgono al 2006 ed in un primo momento, polizia e guardia di finanza ipotizzarono l’esistenza di una organizzazione che effettuata una «tratta di rumene» attraverso dei «viaggi della speranza» che non avvenivano, però, su barconi ma su comodi pullman di linea, provenienti dall’Est.

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