IL CASO

Gli albergatori di Castelvetrano: «Non siamo esattori del Comune»

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La replica di Giovanni Cascio al sindaco sui mancati introiti della tassa di soggiorno: «Se i turisti si rifiutano di pagarla non possiamo obbligarli»

CASTELVETRANO. Se i turisti si rifiutano di pagare la tassa di soggiorno, gli albergatori ne sono responsabili? Secondo gli operatori del settore, no. La domanda nasce dalla singolare condizione che si è venuta a creare a Castelvetrano Selinunte in questi mesi, per il recupero delle somme dovute al comune di Castelvetrano, in ragione della delibera del giugno 2014 e notificata a tutti gli albergatori di Selinunte, il 30 giugno dello stesso anno che inseriva la tassa di soggiorno negli alberghi.

Gli operatori replicano alle dichiarazioni del sindaco, Felice Errante che giorni fa, ha pubblicamente parlato del mancato introito della tassa di soggiorno rispetto agli elenchi delle presenze. Infatti, su 200 mila euro previsti, il comune fin adesso, ne ha incassati solo 43 mila. Questi soldi, come è notorio servono a coprire i costi dell’accordo di co-marketing con la compagnia aerea Ryanair e per l’aeroporto di Birgi. Gli albergatori fanno sapere che, non hanno versato la somma mancante, poichè non sarebbe stata corrisposta dai turisti all’atto del check out. Molti di loro, avevano acquistato il tradizionale pacchetto di soggiorno con accordi commerciali fatti nel 2013. La tassa è arrivata a stagione inoltrata. A spiegare meglio le ragioni degli albergatori di Selinunte e Triscina ci pensa Giovanni Cascio, amministratore del Grand Hotel Selinunte. «Molti turisti - afferma Cascio - si sono rifiutati di pagare e gli albergatori, non sono esattori e non possono imporre il pagamento di una tassa, peraltro comunicata solo a fine giugno quando già la stagione era iniziata da mesi. Il nostro albergo ha incassato 5 mila euro circa e questi ha versato. L’albegatore non può pagare per gli altri. Il sindaco Errante sa bene che molti alberghi del territorio, hanno notevoli difficoltà a pagare le cospicue somme dell’Imu, vista anche la spaventosa crisi economica, di conseguenza non possono permettersi di anticipare pure soldi dovuti da altri».

 

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