IL CASO

Castellammare, violenza sulla donne: poche le denunce

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Lo Sportello donna traccia un bilancio dell’attività svolta: «Le giovani sono più propense alla denuncia». I maltrattamenti coperti ancora dal silenzio

CASTELLAMMARE. Lavora per scelta in silenzio ma, nel primo anno di attività, lo Sportello donna ha affrontato in paese diversi casi di violenza, abusi e maltrattamenti.  Vittime, soprattutto donne di mezza età nella maggior parte dei casi spinte dalle figlie a denunciare le aggressioni subite dal compagno o da marito. Il dato più allarmante sottolineato, però, dalle volontarie che curano lo sportello, riguarda il tentativo di mettere tutto a tacere per un presunto quieto vivere che tra quelle mura domestiche proprio non può esserci. "La cosa che ci ha colpito di più è l'età delle donne, spesso molto mature, che spinte dalle figlie hanno finalmente denunciato la violenza e sono state allontanate da casa.

A Castellammare del Golfo la violenza esiste, spesso tacitata da un velo di omertà. Per noi è importante la presenza di medici, psicologi e avvocati del territorio, per informare e sensibilizare al concetto che una violenza è sempre da combattere, non da nascondere; la nostra società non deve mai dimenticare che il rispetto umano non conosce nè genere, nè età, nè colore".  Violenza nascosta e che viene alla luce, in maniera preoccupante, dai racconti delle volontarie. Come nel caso di una sessantenne castellammarese, malata terminale di tumore, costretta a subire le percosse del marito senza che nessuno denunci e parli. Per fortuna, però è stata accolta e aiutata dallo sportello donna.

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