SERIE B

Trapani si scalda strizzando l’occhio ai play-off

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Riprende la preparazione in vista del girone di ritorno. Abate: «Obiettivo salvezza, ma se crediamo in noi tutto è possibile»

TRAPANI. Panettone e spumante sono già un ricordo per i calciatori del Trapani che si ritroveranno questo pomeriggio al «Provinciale» per riprendere, agli ordini dello staff tecnico di Roberto Boscaglia, la preparazione in vista dell’inizio del girone di ritorno. Li attende un ricco menu di lavoro. Dopo la seduta di oggi, infatti, ne sono previste di doppie (mattina e pomeriggio) per tutta la settimana, mentre giovedì e sabato si dovrebbero disputare due amichevoli con sparring partner ancora da definire. Chiusa l’andata a quota 30 punti in classifica, e quindi con un piede nella zona play off, il Trapani conta di farne almeno altrettanti nel ritorno che si aprirà il 17 al «Provinciale» contro il Pescara. Anche se l’obiettivo primario è il mantenimento della categoria. «La serie B per la città di Trapani e per il nostro presidente è qualcosa di importantissimo, fondamentale. Una categoria che abbiamo raggiunto due anni fa con tanti sacrifici, soprattutto del presidente, e che vogliamo tenerci stretta - afferma Giovanni Abate, uno dei giocatori-simbolo del Trapani -. Però se crediamo in noi stessi e nel lavoro che facciamo, tutto è possibile. Arriviamo quanto prima ai famosi 50 punti della salvezza, poi vediamo quante giornate mancano alla fine e se si può fare qualcosa in più, come stavamo facendo l’anno scorso...».

Rilanciatosi quest’anno anche come goleador (6 reti all’attivo nei soli 1.221 minuti giocati), Abate, in maglia granata dalla stagione 2011/12, è stato tra i protagonisti assoluti della storica promozione in serie B (in quella stagione lui e Matteo Mancosu hanno fatto 29 gol, 15 Matteo, 14 Giovanni) rimane il principale interprete, per umiltà, compostezza, generosità, determinazione, della filosofia del Trapani. «La filosofia della società è la filosofia della famiglia Morace, che è una filosofia di famiglia - dichiara -. Noi siamo una squadra di calcio diversa rispetto alle altre. Noi mettiamo in campo, e non solo, perché lo stesso fanno anche le persone che lavorano fuori dal campo, tanto amore, tanta passione verso la città e verso la società».

 

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