IL CASO

Castellammare del Golfo, in un’opera pia personale da 5 anni senza stipendi

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L’Ipab è stata trasformata in centro accoglienza per gli immigrati. Sono in 12: qualcuno transiterà al Comune, per gli altri si cercano soluzioni

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Aspettano gli stipendi da cinque anni. «Siamo in dodici ad avere sessanta mesi di emolumenti arretrati», denuncia, con un messaggio alla pagina Facebook del Giornale di Sicilia, un gruppo di dipendenti dell’ex Ipab Opera Pia Istituto Regina Elena e Vittorio Emanuele II di Castellammare del Golfo.
L’istituto oggi accoglie immigrati, dopo essersi occupato, nel tempo, di ragazze madri e persone indigenti. «Ad oggi - dichiara Rosa Sabella, in rappresentanza delle lavoratrici che segnalano il disagio - sul tavolo sindacale c’è un accordo che prevede il transito per qualcuno al Comune, per altri ad una cooperativa. Ma nessuno scioglie l’ente definitivamente, nessuno sa dire se devono scattare o meno i licenziamenti, se deve essere applicata la mobilità. Alla vigilia di Natale, siamo andate invano all’assessorato regionale alla Famiglia, dal quale le Ipab dipendono».

L’opera pia è diventata uno dei tanti centri di accoglienza per gli immigrati. La signora Sabella racconta che «l’Ipab ha concesso gratuitamente sedi e lavoratori a una cooperativa, la Letizia». Obiettivo: sbloccare la situazione» e consentire di fornire il servizio di accoglienza ai migranti.

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