NAUFRAGIO

Mazara, in arrivo un dispositivo speciale per cercare i dispersi

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L’imbarcazione si sarebbe capovolta mentre stavano tirando le reti. La famiglia attende i corpi di Pietro e Daniele Di Marco

MAZARA DEL VALLO. Sarà un dispositivo speciale dei vigili del fuoco di Reggio Calabria che verrà collegato a bordo di una motovedetta a scandagliare il tratto di mare dove è avvenuto il naufragio della barca «Tre fratelli» a largo della costa tra Mazara del Vallo e Marsala nella notte tra lunedì e martedì. L’apparecchiatura che servirà ad individuare l’imbarcazione dovrebbe arrivare entro domani. Intanto, continuano senza esito le ricerche dei due fratelli Pietro e Daniele Di Marco di 23 anni e 20 anni dispersi in mare. Sull’area di mare dell’affondamento, fino a ieri, erano presenti un aereo e tre mezzi navali della Capitaneria di Porto coordinati dalla Guardia Costiera di Palermo per cercare di individuare i dispersi. Le condizioni meteo marine erano: «mare forza 2 in peggioramento con un vento di tramontana grecale». Le ricerche vengono effettuate nell’area che va da Marsala a Capo Granitola. L’imbarcazione di circa otto metri e mezzo di lunghezza è iscritta al compartimento di Marsala. Nel naufragio avvenuto per cause ancora da stabilire ha perso la vita il padre dei due ragazzi, Vito Di Marco, 61 anni, il cui corpo è stato ritrovato dopo poche ore. L’autopsia effettuata sul cadavere ha confermato che la causa della morte è da attribuire all’annegamento. Gli unici superstiti sono i mazaresi Baldo Giacalone e Giancarlo Esposto tratti in salvo dal peschereccio «Antonella Rosa». «Il motopesca - secondo il racconto dei due ai militari della Guardia Costiera - si sarebbe capovolto e sarebbe affondato mentre stavano tirando le reti che ad un certo punto sarebbero rimaste impigliate sul fondale. Tutto questo sarebbe accaduto in poco tempo, con condizioni meteo marine buone. I due superstiti attaccati su un salvagente sganciatosi al momento dell’affondamento e recuperato a 400 metri di distanza da Esposto, avrebbero detto che per un paio di ore erano riusciti a restare in contatto con gli altri tre chiamandosi a vicenda e che poi non avrebbero più ascoltato nessuna voce». La Procura di Marsala fin da subito ha aperto un fascicolo con l’ipotesi, attualmente, di naufragio colposo. La vicenda sembra non essere chiara. Diverse le versioni raccontate sulla tragedia che farebbero insospettire. Molta gente in giro si chiede: dove sarebbero finiti il relitto e i due fratelli? È andata veramente così quella notte? Ci sarebbero verità non dette? Dubbi e ipotesi al vaglio degli inquirenti chiamati a far luce sulla terribile tragedia che vede distrutta una famiglia. Nella mattinata di ieri, il cimitero comunale è stato un via vai di amici e parenti che sono andati a portare un fiore sulla tomba di Vito Di Marco. I funerali sono stati celebrati venerdì mattina presso la basilica cattedrale dal vescovo monsignor Domenico Mogavero. Nonostante il sindaco Nicola Cristaldi avesse proclamato il lutto cittadino, diversi esercizi pubblici e commerciali durante i funerali sono rimasti aperti non rispettando la decisione del primo cittadino. Resta il fatto che questa terribile vicenda ha toccato il cuore di tutti con la speranza che Daniele e Pietro vengano ritrovati al più presto e restituiti alla loro famiglia che continua a vivere nell’angoscia e nel dolore. Chi volesse dare un contributo alla famiglia Di Marco, può farlo attraverso il conto bancario IT 84 K030 6981 882100000005013 intestato a Di Marco Francesco Paolo via Francesco Laurana.

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