LAVORO

Trapani, all'Ato Belice 300 lavoratori con il fiato sospeso

Entro il 30 settembre (se non ci saranno ulteriori proroghe) è previsto il passaggio definitivo alle Srr che dovranno prendere il posto delle società d’ambito
Trapani, Economia

TRAPANI. C'è un certo fermento nella società Belice Ambiente che continua a gestire l'Ato Tp2. Entro il 30 settembre (se non ci saranno ulteriori proroghe) è previsto il passaggio definitivo alle Srr ma, al di là di alcuni incontri che si sono succeduti negli ultimi giorni fra i sindaci dell'ambito e qualche puntatina degli stessi a Palermo, presso l'assessorato all'energia per chiarimenti, ancora non c'è nulla di concreto. Oltre 300 lavoratori attendono gli sviluppi di una situazione che si protrae ormai da almeno due anni e che presenta parecchie difficoltà sia per il passaggio del personale alle Srr che di carattere finanziario perché Belice Ambiente deve chiudere i conti ed i comuni non hanno somme disponibili. Un tavolo di concertazione per i lavoratori dell'Ato Belice Ambiente Spa viene chiesto dalla Funzione pubblica Cgil di Trapani in vista del passaggio dell'Ato alla Srr "Trapani provincia sud", che riguarda appunto gli undici comuni che confluiscono nella Belice Ambiente, così come previsto dalla normativa regionale.
Con una lettera inviata, tra gli altri, al liquidatore e al commissario straordinario della Belice Ambiente e al presidente della Srr "Trapani provincia sud", il segretario provinciale della Fp Cgil Vincenzo Milazzo ha sollecitato un incontro urgente per discutere i criteri che saranno adottati per la costituzione della nuova pianta organica del personale e del contratto collettivo nazionale che sarà applicato. Preoccupazione per le modalità con cui avverrà il transito dei lavoratori dall'Ato alla Srr è stata espressa dal segretario Milazzo che ha chiesto, anzitutto, la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.
"La gestione per il passaggio dei lavoratori dalla società d'ambito alla nuova società consortile - ha detto Milazzo - sta avvenendo senza il confronto con le organizzazioni sindacali. Riteniamo, invece, che sia indispensabile l'istituzione di un tavolo di concertazione per affrontare tutte le questioni che riguardano il nuovo sistema organizzativo e gestionale e, in particolar modo, le esigenze dei dipendenti a cui saranno assegnate sedi di lavoro diverse da quelle attuali".

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