Il porto di Trapani e il possibile accorpamento
con Palermo: favorevoli e contrari

Trapani, Archivio

TRAPANI. Il possibile accorpamento del porto di Trapani con quello di Palermo, in seguito alla riforma delle Autorità Portuali (proposta che dovrebbe approdare oggi al Consiglio dei Ministri), fa scendere in campo anche le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil oltre che Confindustria i quali si schierano al fianco degli operatori portuali, anche se Carlo Figliomeni, storico operatore portuale del capoluogo, non boccia la proposta, ritenendo fondamentale, invece, la scelta di colui che sarà chiamato a guidare il distaccamento.
«Ci associamo alle preoccupazioni di tutti gli operatori economici e dei lavoratori del nostro territorio nel manifestare grande preoccupazione sugli effetti che la prospettata riforma delle Autorità portuali potrebbe causare in termini di autodeterminazione delle prospettive di sviluppo del nostro porto e dell’intero territorio» sono le parole di Gregory Bongiorno, Filippo Cutrona, Mimmo Milazzo ed Eugenio Tumbarello, rispettivamente presidente provinciale degli industriali e segretari di Cgil, Cisl e Uil i quali, appena due giorni addietro, avevano costituito il tavolo «Insieme per il territorio» con l’obiettivo di risolvere i problemi della provincia. «In linea di principio siamo favorevoli alle riforme — continuano —, ma è chiaro che, laddove vengano imposte dall’altro, si rischia soltanto di creare danni irreparabili. Vogliamo che questa riforma preveda, anzitutto, forti investimenti in infrastrutture e servizi che sono, ormai, assolutamente indispensabili». Altro aspetto è la scelta della sede principale «che riguarderà Palermo, con conseguente trasferimento delle decisioni a soggetti che, certamente, potranno non avere interesse a sviluppare il nostro porto». E l’argomento del porto, quindi, sarà al centro dell’incontro in programma questa mattina alle nove con il prefetto. «A lui chiederemo di ascoltare la nostra proposta che sarà quella di eliminare Trapani dalle ipotesi di accorpamento, così come sta accadendo per Porto Empedocle» concludono i sindacalisti ed il rappresentante degli industriali.
Carlo Figliomeni, invece, non boccia la riforma. «Civitavecchia ha accorpato Fiumicino e Gaeta e, notizia di questi giorni, Fiumicino sta per costruire un secondo porto — spiega —. Noi abbiamo avuto l’Autorità portuale, ma dopo che ci è stata tolta e che è stata riabilitata, non siamo stati capaci di riaverla. Dopo l’America’s Cup non c'è stato nulla di positivo nel porto. anzi. La Grimaldi e la Tirrenia sono andate via non assicurando più i collegamenti da e per Tunisi e Cagliari e nessuno è sceso in campo. A Trapani verrebbe costituita una delegazione e, poi, starà a noi mettervi a capo personale valido. Sarà compito suo, poi, andare a Palermo per ottenere quello che ci occorre».

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