Mazara, servizio pneumologia: «Riattivatelo»

È quanto chiede un gruppo di pazienti costretti da circa due mesi a recarsi negli altri ospedali della provincia. Non è ancora chiaro se la decisione dell’Asp di Trapani sia temporanea o definitiva e questo genera malcontento
Trapani, Archivio

MAZARA DEL VALLO. Riportare l'ambulatorio di pneumologia a Mazara del Vallo per evitare a decine di pazienti affetti da malattie polmonari ed allergologiche di recarsi a Trapani e Marsala. E' quanto chiede un gruppo di pazienti mazaresi, costretti da circa due mesi a recarsi negli altri ospedali della provincia per effettuare visite pneumologiche in quanto è stato chiuso l'ambulatorio di pneumologia dell'area di emergenza-urgenza a seguito del trasferimento del responsabile dell'ambulatorio, il dottor Marino, all'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani ed alla mancata sostituzione dello stesso. Un trasferimento che risale ad almeno due mesi fa. I pazienti hanno sopportato in silenzio nella speranza che l'ambulatorio venisse riaperto, invece non è stato così. Ai pazienti che si erano prenotati per una visita è stato comunicato telefonicamente che il servizio veniva interrotto temporaneamente. Non è ancora chiaro se la decisione dell'Asp di Trapani sia temporanea o definitiva ma sembra definitiva almeno fino a quando non sarà riaperto l'Abele Ajello i cui lavori sono in corso e dovrebbero essere ultimati entro il mese di dicembre del 2015. Il gruppo di pazienti ed i loro familiari lamentano i disagi per la chiusura dell'ambulatorio pneumologico e chiedono alle autorità sanitarie, cioè all'Asp di Trapani, di riaprire l'ambulatorio di pneumologia che è al servizio di centinaia di utenti. Per molti di questi è stato preferibile rivolgersi ad ambulatori privati con aggravio di costi, mentre a causa dell'impossibilità di recarsi nelle altre strutture sanitarie o in strutture private molti pazienti beneficiari dell'esenzione ticket, sofferenti ed anziani, sono stati costretti a rinunciare alle visite. Ma non è soltanto la pneumologia la protagonista della protesta. In molti chiedono assicurazioni sul ritorno di tutti i reparti dell'ospedale Abele Ajello, costretti ad emigrare presso altri presidi ospedalieri (Marsala e Castelvetrano) e garantire la realizzazione di un attrezzatissimo servizio di radiologia, ecografi d'avanguardia e un efficientissimo laboratorio di analisi e di una modernissima farmacia. Sono richiesti inoltre altri nuovi reparti come l'oncologia medica e chirurgica, anestesia con terapia intensiva rianimatoria e cardiologia con utic, sale operatorie d'avanguardia e punto nascita.

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