Contesa superata a Trapani: il relitto andrà al Baglio Anselmi

L’antica imbarcazione doveva, secondo il progetto originario, essere esposta a Marsala assieme alla Nave Punica
Trapani, Archivio

TRAPANI. «Nave romana, la contesa è superata». Lo afferma il deputato regionale di «Articolo4» Paolo Ruggirello, ribadendo che non appena saranno completate le operazioni di restauro, la nave «oneraria» (da carico) romana del terzo secolo dopo Cristo, avvistata l'11 agosto del 1999 dai sub Tony Di Bono e Dario D'Amico a poche diecine di metri dalla costa di Marausa lido, sarà ospitata nel Museo del Baglio Anselmi di Marsala.
«Si tratta di un progetto definito già da tempo», dichiara il deputato questore rivendicando di essere riuscito a fa investire alla Regione 3 milioni e mezzo di euro per la musealizzazione del Baglio Anselmi, dopo aver provveduto all'ottenimento dei fondi per il recupero del relitto. «Non per ultimo ho presentato un'interrogazione al presidente Crocetta e all'assessore regionale ai Beni Culturali - rileva Ruggirello -, chiedendo di avviare tutte le iniziative affinché la nave venga esposta nel Museo archeologico Lilybeo così come previsto nel progetto originale».
Il deputato regionale lancia una frecciata al collega socialista Nino Oddo che, a suo avviso, con la battaglia che si è intestata ai fini della musealizzazione a Trapani della romana vorrebbe solo «accaparrarsi una vetrina in una città piuttosto che in un'altra, trascurando, invece, la rilevanza che avrebbe il Museo della nave punica, grazie alla programmazione già avviata, diventando un Museo Navale tra i più importanti d'Italia e del bacino del Mediterraneo. Occasione pertanto di sviluppo per tutto il territorio». E, comunque, Ruggirello chiosa considerando che «l'attività di tutti i deputati possa sempre essere proficua ai fini dell'ottenimento di questi obiettivi di sviluppo» e che si persegua «quale esempio di buona politica» un’esperienza di impegno e collaborazione.
Le affermazioni di Ruggirello potrebbero, però, non sedare la polemica.
«Senza fare alcun campanilismo, non trovo la destinazione corretta - sostiene, infatti, e lo "scopritore" del relitto, Tony Di Bono -. Il "fato" ha voluto che la nave si arenasse lungo le coste trapanesi e sarebbe giusto che la sua musealizzazione avvenga a Trapani. Ma in vista di questa ipotesi, si sarebbero dovute realizzare delle iniziative perché il sito che si diceva essere stato individuato, ossia il Museo Pepoli, avrebbe dovuto già essere adeguatamente attrezzato sia in funzione della fruizione della nave che della sua conservazione».
L’intervento di restauro della nave è in via di ultimazione nei laboratori di Salerno della ditta specializzata «Legni e segni» dove il relitto, che è stato smontato perché il trattamento conservativo venisse svolto su singole parti per un procedimento più celere e sicuro, è stato trasportato nell'ottobre di tre anni fa quando è stato tirato fuori, pressoché integro, dal fondo argilloso su cui riposava dai tecnici della Soprintendenza del mare della Regione.

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