«Scaricavano i rifiuti in strada», filmate e multate 80 persone a Marsala

MARSALA. Appostamenti, indagini e scatti fotografici per beccare chi butta i rifiuti in strada, rifiutandosi così di fare la raccolta differenziata: sono 80 gli indisciplinati beccati dalla polizia municipale. Si tratta di verifiche disposte dal comandante Vincenzo Menfi allo scopo di scongiurare l’abbandono indiscriminato di spazzatura. Così è stata dichiarata tolleranza zero nei confronti di chi lascia i rifiuti in strada, ma anche di chi non rispetta gli orari di esposizione e la location prevista dall’ordinanza che stabilisce giornate e ore per mettere davanti casa la spazzatura, opportunamente selezionata.
In particolare le sanzioni comminate sono di due “tipi”: quelle da 200 euro, destinate a chi si libera della spazzatura cosiddetta ‘semplice’; e da 600 euro per chi esagera e getta via vere cataste di immondizia. Sono 70 le multe da 200 euro elevate dai vigili urbani e dieci quelle da 600. “Quanto alle zone attenzionate – ha detto l’ispettore capo Andrea Pantaleo, coordinatore del nucleo di polizia giudiziaria ed ambientale – si trovano sia al centro che in periferia. Per il centro storico la gran parte degli illeciti contestati si sono verificati in alcuni incroci: quello tra via Frisella e via Andrea D’Anna; Santa Lucia e via delle Ninfe; le vie Messina e Itria; De Vita e Bruzzesi e in via Grotta del Toro”. Gli appassionati del “rifiuto selvaggio” non disdegnano nemmeno le contrade e alcune multe sono state elevate in contrada Santa Venera, nei pressi delle case popolari di via Istria e in via Vecchia Mazara. In alcuni casi la segnalazione è scattata da parte dei residenti, stanchi della brutta abitudine di altri che usano le vie marsalesi come una pattumiera all’aperto. Quanto all’accertamento sui legittimi proprietari della spazzatura, il nucleo di ecologico-ambientale in molti casi ha individuato i trasgressori attraverso appostamenti, in alcuni casi muniti anche di macchine fotografiche per immortalare i responsabili in azione. “
Senza violare la legge sulla privacy – ha spiegato il coordinatore Andrea Pantaleo -, ai sensi dell’articolo 13 della legge 689 la polizia può individuare elementi che riconducano al trasgressore”. In pratica i vigili, insieme agli operatori dell’Aimeri Ambiente, hanno battuto le vie cittadine, aperto i sacchetti abbandonati e, attraverso bollette e buste postali sono riusciti a raggiungere l’indirizzo e individuare il “titolare” della spazzatura che si è visto tornare a casa la spazzatura accompagnata da una sanzione. Una volta individuati gli elementi di prova il presunto responsabile viene raggiunto dalla multa per aver depositato illecitamente la spazzatura o (qualora non fosse lui ad aver buttato il sacchetto incriminato) per aver consentito, ad esempio ad un congiunto, il deposito della stessa.

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