Case popolari a Marsala, ricostruzione a rischio? Il sindaco: «L’iter è già stato varato»

Trapani, Archivio

MARSALA. "Non c'è alcun rischio per la ricostruzione degli alloggi popolari di via Mazara, evacuati il 29 luglio del 2009 per "pericolo di crollo" e che ha reso "senzatetto" 24 famiglie". E' quanto assicura il sindaco Giulia Adamo, supportata dalla relazione tecnica del dirigente del settore Lavori ubblici, ingegnere Luigi Palmeri, contestando la nota stampa diffusa dall'avvocato Giuseppe Gandolfo, secondo il quale l'Amministrazione Adamo non avrebbe ottemperato alla condizione di integrare il finanziamento concesso dalla Regione per un importo di 4.984.684,61 euro (il cui decreto è stato registrato alla Corte dei Conti)e il cui l'importo complessivo della ricostruzione delle tre palazzine è di 6.230.855,76 euro. Da qui la condizione posta dalla Regione dell'integrazione del finanziamento regionale con il 20 per cento da parte del Comune. Per Gandolfo non solo non ci sarebbe stato questo impegno, ma non esisterebbe alcuna intenzione di impegnare in bilancio la somma richiesta. Una affermazione che è stata completamente smentita sia dal sindaco Adamo che dal dirigente. "La giunta municipale - dicono il sindaco e il funzionario - ha approvato il progetto esecutivo per la demolizione e ricostruzione delle tre palazzine fatte evacuare. Per dare esecutività al progetto finanziato dalla Regione, il Comune ha deliberato l'integrazione della somma prevista dal progetto, impegnando in bilancio la somma di 1.246.171,15 euro pari al 20 per cento dell'importo complessivo del progetto". Addirittura, alla luce dei ritardi nella erogazione del finanziamento, il Comune avrebbe "diffidato" la Regione chiedendo una anticipazione del finanziamento per potere avviare l'iter burocratico per l'espletamento della gara d'appalto dei lavori che dovrà essere svolta dall'"Urega" trattandosi di lavori che superano il milione di euro. La vicenda di questi alloggi popolari risale alla fine del 1957 quando ne fu avviata la costruzione (mai completata) dall'ex Unrra/Casas, poi Ises, enti disciolti nel 31 dicembre del '72. Ma gli alloggi non furono mai consegnati all'Iacp. Soltanto nell'aprile del 2008 la soluzione fu trovata dall'ex sindaco Renzo Carini con l'individuazione del Ministero competente che successivamente trasferì quegli alloggi all'Iacp di Trapani. Dopo qualche mese, però, lo sgombero per "pericolo di crollo" di tre delle quattro palazzine sempre incomplete. Ma ora la ricostruzione potrebbe essere vicina.

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