Pesca, ecco i numeri della crisi: Mazara perde trecento posti di lavoro

I numeri del 2012 contenuti nel rapporto annuale illustrato dall’Osservatorio regionale. La flotta più grande in Sicilia resta ancora in città
Trapani, Archivio

MAZARA. Un viaggio nella crisi della pesca. I "numeri" sono contenuti nel rapporto annuale 2012 della pesca e dell'acquacoltura, illustrati a Mazara dall'Osservatorio regionale della pesca, diretto dall'ingegnere Giuseppe Pernice. Secondo il rapporto la flotta peschereccia più grande in Sicilia risulta ancora Mazara del Vallo con 244 natanti di cui 123 con licenza di pesca a strascico. Venti anni fa i pescherecci erano circa 330.
Ma anche i dati complessivi dimostrano come la politica della pesca adottata negli ultimi anni dall'Unione europea ha contribuito al ridimensionamento del comparto peschereccio siciliano. Alla data del 31 dicembre 2012 l'intero compartimento marittimo siciliano ha contato 2.949 battelli, al 31 dicembre del 2011 erano 3.035. La vetustà della flotta si attesta intorno all'età media di 33,3 anni, dieci anni fa la media era 28 anni. Soltanto 4 battelli di pesca risultano essere stati costruiti nel 2012, nel contempo però la flotta peschereccia si è ridotta, vi è stata la perdita di 86 battelli a fronte della politica delle demolizioni sostenuta dall'Ue.
A fronte di tali dismissioni, nell'intero 2012, nel complesso la filiera ittica ha perso 1200 posti di lavoro, compreso l'indotto, a Mazara oltre 300. Nell'anno appena trascorso si è riscontrata una forte incidenza dei costi energetici, il costo del gasolio nel 2012 è risultato triplicato rispetto al 2003 e ciò ha certamente penalizzato soprattutto il settore della pesca a strascico ed industriale. Alla riunione di Mazara, si sono ritrovati rappresentanti istituzionali, del mondo scientifico, accademico e produttivo e di diversi Paesi del Mediterraneo (Tunisia, Libia, Libano, Siria, Egitto, Algeria, Turchia e Malta). La riunione dell'Osservatorio, è stata preceduta da un'altra riunione promossa dal Distretto, fra i rappresentanti della commissione agricoltura e pesca del Parlamento Libico, rappresentata da Mohamed Saad e la commissione attività produttive dell'assemblea regionale siciliana, rappresentata dal vice presidente, Salvino Caputo e dal componente del Movimento 5 stelle, il mazarese Sergio Tancredi. (La delegazione libica, successivamente, è stata ricevuto in comune dal sindaco Nicola Cristaldi). La riunione si è svolta alla presenza dell'assessore regionale Dario Cartabellotta. Sia dai rappresentanti dell'Ars che dal governo regionale è stato espresso pieno sostegno alla proposta di cooperazione nel campo della filiera ittica fra Sicilia e Libia proposta dal presidente del Distretto, Tumbiolo. Ha detto l'ingegnere Giuseppe Pernice: "Per pescare un chilogrammo di pesce in Sicilia si consuma il triplo del gasolio rispetto all'Ue, vi è la necessità di innovazione tecnologica che preveda la costruzione pescherecci meno energivori, sistemi di pesca con meno impatto ambientale". Ha dettato quindi le possibili soluzioni per una pesca competitiva. "La demolizione dei pescherecci non rappresenta certamente una soluzione, la via maestra è l'innovazione tecnologica ed una strategia marina condivisa fra i Paesi rivieraschi attraverso i principi della "Blue economy", la filosofia produttiva proposta da alcuni anni dal Distretto Produttivo della Pesca".

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