Parroco ucciso, non si trova il portafogli della vittima

Una circostanza che potrebbe far pensare a una rapina. Si tratta, però, di una ipotesi confutata da alcuni testimoni: diversi parrocchiani, infatti, hanno raccontato ai carabinieri che il sacerdote non possedeva un portamonete. Gli inquirenti, però, non hanno trovato neppure carta di identità e patente del prete
Trapani, Archivio

TRAPANI. Mancherebbe il portafogli nella canonica in cui viveva don Michele Di Stefano, il parroco ottantenne assassinato mentre dormiva nel suo appartamento vicino alla chiesa di Ummari, una frazione di Trapani. Una circostanza che potrebbe far pensare a una rapina. Si tratta, però, di una ipotesi confutata da alcuni testimoni: diversi parrocchiani, infatti, hanno raccontato ai carabinieri che il sacerdote non possedeva un portamonete. «Padre Michele Di Stefano non usava il portafogli; i soldi li portava in tasca e la patente la teneva in auto e capitava anche che la perdesse», dice Francesca Sugameli, parrocchiana di Ummari, che conosceva molto bene la vittima, tanto che ieri sera doveva cenare insieme al parroco. La circostanza è confermata da altre due parrocchiane che, da anni, frequentano il prelato: Antonina Mistretta e Maria Mazzara.  Gli inquirenti, però, non hanno trovato neppure carta di identità e patente del prete: elemento che potrebbe far pensare al furto di un borsello con i soldi e documenti o al tentativo di depistare le indagini indirizzandole verso la rapina finita male.Gli investigatori continuano, comunque, a indagare a tutto campo: ai carabinieri è stato delegato di accertare se, come riferito da alcuni testimoni, alcuni parenti della vittima abbiano acquistato degli immobili finiti, poi, al centro di una delicata indagine a carico di un altro sacerdote, Ninni Treppiedi, ex amministratore della Curia sospettato di una serie di ammanchi di denaro da due Fondazioni della Diocesi di Trapani.  «Stiamo valutando tutte le piste », ha detto il procuratore di Trapani, Marcello Viola al termine di un vertice con i carabinieri durato tutto il pomeriggio.  I militari del Ris hanno completato le analisi nella canonica concentrandosi sulle tracce ematiche trovate. Occorrerà capire se si tratta solo del sangue del parroco, uccisa con un colpo in testa, o se c'è anche quello dell'assassino. Al vaglio degli investigatori anche le immagini delle videocamere piazzate davanti a diversi negozi della zona. Nel pomeriggio è stata effettuata l'autopsia del prete - ad eseguirla è il direttore dell'Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo, Paolo Procaccianti - mentre domani, dalle 14 alle 18, sarà allestita la camera ardente per il sacerdote nella parrocchia di Fulgatore, la stessa chiesa che lo ha visto parroco per 42 anni. La salma in serata sarà trasferita a Calatafimi dove venerdì alle 9,30 saranno officiati i funerali nella Chiesa del Crocifisso.

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