Polpette killer a Castelvetrano, in sette giorni avvelenati sei cani

Un meticcio trovato rantolante ieri nell’area artigiana: era stato «adottato» dai commercianti della zona
Trapani, Archivio

CASTELVETRANO. Dal primo gennaio di quest’anno sono sei i cani trovati avvelenati nel territorio di Castelvetrano. Ieri l’ultimo in ordine di tempo nei pressi dell’area artigiana. Un impiegato di una ditta ha chiamato i responsabili del canile municipale, i volontari della Laica che si sono portati sul posto per soccorrere un cane che presentava evidenti segni di avvelenamento. Sono arrivati anche i vigili urbani. Per soccorrere un cane di media taglia che era stato “adottato” dai commercianti della zona, che fino ad ieri provvedevano a nutrirlo. Una mano killer invece ha voluto morto questo animale assolutamente innocuo. I volontari della Laica hanno tentato di salvare il cane, quando sono arrivati intorno alle 11, praticando dei massaggi allo stesso animane che dopo mezz’ora di sofferenze è morto. È stato trovato dagli stessi volontari, avvolto in un fazzoletto di carta del tritato colorato di verde, l’esca che il killer aveva usato per attirare il povero cane. È stato il veterinario dell’Asp Guido Vanella a certificare la morte dell’animale presumibilmente da avvelenamento. La carcassa è stata trasmessa all’Istituto Zootecnico di Palermo dallo stesso ispettore municipale Salvatore Macaluso, anche lui molto amareggiato. È stato posta sotto sequestro anche la carne avvelenata che sarà trasmessa allo stesso Istituto per accertare il tipo di veleno che è stato usato. Intanto è stato aperto in Procura un fascicolo per il reato di avvelenamento di cane randagio e sono in atto delle verifiche da parte degli organi di Polizia municipale per cercare attraverso le telecamere del posto se si può arrivare ad individuare chi ha voluto uccidere l’animale. C’è come sempre indignazione da parte delle volontarie del canile municipale, ancora sotto sequestro amministrativo Liliana Signorello ed Elena Martorana. Lo stesso presidente dell’Associazione Liliana Signorello è molto amareggiato: ”Dopo l’avvelenamento dei 12 cani che accudivamo ogni giorno nell’area attrezzata della Trinità, nello scorso febbraio ricomincia lo scempio. C’è chi si diverte contro chi non può difendersi. L’uomo spesso non è amico del cane, invece il cane è sempre l’amico dell’uomo”. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno trovato tre cani avvelenati nella via Omero, poi un altro ancora, ieri l’ultimo. Qualcuno pensa che si tratta di pastori che non amano i cani che abbaiano al gregge e per questo butterebbero delle polpette avvelenate, ma se così fosse rischierebbero di morire anche le stesse pecore. Alcuni sostengono che i cani danno fastidio a chi ama fare sport nella zona soprattutto chi pratica la corsa.

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