Marsala, pochi frequentatori e costi alti: «Così il convitto rischia di chiudere»

Futuro incerto per i 25 addetti: 11 collaboratori scolastici, 6 educatori, 2 guardarobiere, 3 cuochi e un’infermiera

MARSALA. A rischio 25 posti di lavoro nel convitto dell’istituto superiore Damiani e il preside Domenico Pocorobba lancia un appello: “Ci venga restituito il locale legittimo, ossia quello che ora ospita la Facoltà di Enologia, altrimenti queste famiglie perderanno la propria occupazione”. Si tratta di una questione annosa che, col tempo, sta decisamente precipitando. Da sei anni, infatti, il preside dell’istituto agrario e alberghiero Damiani lamenta la fatiscenza dell’edificio che ospita il convitto. “La sala mensa e la cucina sono chiuse da anni perché in gravi condizioni di pericolosità e anche gli infissi e gli impianti sono in condizioni precarie – spiega il dirigente. Ho segnalato il problema alle istituzioni competenti, ma senza mai riuscire a ottenere una soluzione”. Il risultato è che, nonostante i 40 convittori iscritti all’inizio dell’anno, a frequentare sono in 14, davvero troppo pochi per ‘giustificare’ la presenza di 25 persone. Dunque per il prossimo anno scolastico – se le cose non cambiano – rischiano di rimanere senza lavoro 11 collaboratori scolastici, sei educatori, due guardarobiere, tre cuochi e un’infermiera. Eppure, secondo il preside una soluzione ci sarebbe. “L’attuale facoltà di Enologia, costruita nelle pertinenze della scuola, in principio era stata pensata come convitto e solo dopo è stata concessa dalla Provincia (ente competente) all’università, ma all’articolo tre del contratto per il comodato d’uso si legge che è previsto il diritto alla restituzione in caso di impreveduto ed effettivo bisogno. Ritengo che le condizioni invocate dall’articolo ci siano tutte”. Senza contare che la scuola, negli ultimi anni, ha visto un notevole incremento delle iscrizioni per l’indirizzo alberghiero e che un convitto efficiente potrebbe accogliere anche questi studenti. Attualmente alcuni alunni che provengono da fuori comune preferiscono viaggiare, altri hanno rinunciato al corso di studi, anche perché il Damiani è l’unica scuola enologica della Sicilia occidentale.

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