Alcamo, le chiese a rischio crollo «Adesso deve intervenire lo Stato»

Un incontro al collegio dei Gesuiti per parlare dello stato e delle condizioni del patrimonio artistico locale

ALCAMO. L'occasione è stata colta al volo anche per parlare della necessità di mettere in sicurezza, intanto, la chiesa del Collegio in piazza Ciullo ad Alcamo. Chiesa la cui facciata è ancora transennata a causa del rischio che cadano pezzi di cornicioni come già è avvenuto anche nel recente passato mettendo a repentaglio l'incolumità di passanti, che si sono salvati per un soffio. La centralissima piazza Ciullo, durante le ore diurne e serali, è un brulicare di gente. L'occasione di cui stiamo parlando è quella che si è presentata proprio al Collegio dei Gesuiti, per la presentazione di «Salval'arte», iniziativa di Legambiente volta alla salvaguardia e tutela di beni architettonici, con un preciso obiettivo: «Adesso nel circuito - riferiscono gli organizzatori - entra anche la città di Alcamo per salvare la prima chiesa Madre di Alcamo: Santa Maria della Stella, che rischia il crollo e l'oblio definitivo». Alla conferenza, tra gli altri, sono intervenuti il sindaco Sebastiano Bonventre, il deputato regionale Mimmo Turano, il direttore regionale di Legambiente Gianfranco Zanna e monsignor Ludovico Puma. La struttura di questa chiesa risale al secolo XIV. È di proprietà della Curia vescovile e si trova tra la via Orto di Ballo e la via Spirito Santo, di fronte alla via Veronica Lazio, tra l'antico quartiere San Vito e quello dei Cappuccini. Fu la prima chiesa di Alcamo costruita dopo la dominazione araba nel territorio. Considerata come la prima chiesa madre alcamese, poi adibita ad altre finalità non religiose. La chiesa del Collegio (o del Gesù), fu invece costruita a partire dal 1684 e aperta al culto nel 1764. Dal 1968 al 1972, a causa del terremoto, rimase chiusa per motivi di sicurezza e si rese necessaria la manutenzione del prospetto.
«Tra l'altro - ha ricordato Mimmo Turano - negli anni '60 si disarticolò il tetto della cupola. Propongo quindi di rifare il vecchio tetto a falde. Suggerirei al sindaco Sebastiano Bonventre di attivarsi immediatamente per sollecitare gli enti competenti». Monsignor Puma ha aggiunto: «È assurdo che questa situazione si protragga senza trovare una soluzione. Si tratta infatti di un bene demaniale. Noi abbiamo la chiesa in concessione per il culto. Deve essere lo Stato a intervenire».

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