Erice, il Consiglio a valle: via libera

Si potrà riunire, in via ordinaria e senza alcun motivo straordinario, anche negli uffici comunali di Rigaletta-Milo

ERICE. Adesso il Consiglio comunale di Erice si potrà riunire anche a valle. L’assemblea ha dato il via libera alla modifica del regolamento che svincola la convocazione delle sedute dalla sala adunanze del palazzo municipale della Vetta. Questo vuol dire che il consesso civico ericino si potrà riunire, in via ordinaria e senza alcun motivo straordinario, anche negli uffici comunali di Rigaletta-Milo, nei locali di San Giuliano e nelle frazioni. Per certi versi una autentica svolta storica, voluta con forza dal sindaco Giacomo Tranchida e dalla sua maggioranza.
L’atto è stato approvato con i voti dei consiglieri del Pd e di “Erice che vogliamo”. Favorevole al trasferimento del Consiglio a valle, dai banchi dell’opposizione di centrodestra, anche Giuseppe Vassallo, tra i proponenti della modifica del regolamento predisposta dalla prima commissione consiliare, presieduta da Gian Rosario Simonte.

“La nostra iniziativa punta ad avvicinare i cittadini alla politica”, ha evidenziato il consigliere del Pd. La sala adunanze del palazzo municipale di piazza Umberto I°, ad Erice Vetta, resterà comunque la sede del Consiglio comunale. Il presidente dell’assemblea avrà un largo margine di flessibilità su dove convocare le sedute, scegliendo il sito in base alla zona di interesse dei problemi all’ordine del giorno: le riunioni si potranno insomma tenere nel centro storico, così come a Rigaletta Milo, a San Giuliano o nelle frazioni, con un Consiglio “itinerante” che si sposterà per tutto il territorio. La questione su dove tenere le riunioni dell’assemblea ericina è piuttosto antica e rimanda ai rapporti tra la vetta e la valle, soprattutto nel versante dell’Agroericino. E lo stesso sindaco Giacomo Tranchida, nell’esprimere la sua soddisfazione per il via libera dato dall’aula, ha ricordato la proposta fatta a suo tempo da padre Castronovo, che era per spostare il Municipio a Ragosia in modo da arginare i fermenti secessionisti delle popolazioni della valle culminate, negli anni Cinquanta, con l’autonomia per Valderice, Custonaci, San Vito e Buseto Palizzolo.

Da anni si parlava della possibilità di trasferire il Consiglio nel centro urbano, dove vive la maggior parte della popolazione ericina. Ma le resistenze di molti amministratori e consiglieri, soprattutto da parte dei “muntisi”, avevano stoppato sul nascere ogni iniziativa. Ed anche questa volta non sono mancati i malumori, anche tra i consiglieri della maggioranza. La coalizione che sostiene Tranchida ha però retto alla prova dell’aula, approvando l’atto.

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