Marsala, la cittadella dello sport nel degrado

Il consigliere Francesca Angileri, con un’interrogazione, ha riproposto il problema di Villa Damiani all’attenzione pubblica

MARSALA. Doveva essere una «cittadella dello Sport» oggi è invece un luogo desolato, abbandonato e distrutto in ogni parte. È Villa Damiani,la tenuta gentilizia di Madonna dell'Alto Oliva che domina tutto il panorama della città con suggestiva vista sullo Stagnone. A denunciarne lo stato di degrado è il neo consigliere Francesca Angileri che con una sua interrogazione ha riproposto all'attenzione un problema che si trascina stancamente da anni, tra speranze e delusioni, tra contrasti politici e carenze finanziarie. Né il tentativo fatto dalla precedente amministrazione di vendere ai privati tale complesso sportivo è andato in porto, così anche per gli altri immobili di proprietà del Comune che, senza cura e manutenzione vanno in malora. Non pare che in atto, alla luce della precaria condizione economica del Comune che non riesce a pagare imprese e fornitori per non «sforare» il patto di stabilità ci sia alcuna programmazione che possa riavviarne la fruizione.
Forse uno spiraglio potrebbe esserci, secondo il sindaco Giulia Adamo, nel recente provvedimento relativo alla diminuzione degli oneri di urbanizzazione che ha tra i suoi obiettivi, oltre che la ripresa dell'edilizia, anche quello di fare sorgere nuovi impianti sportivi. E quale migliore occasione per Villa Damiani, la struttura di Madonna dell'Alto Oliva, realizzata negli anni '70 ed acquisita dal Comune per oltre un miliardo delle vecchie lire, dopo il fallimento della cooperativa che l'aveva creata e gestita per un paio d'annia?. Potrebbe esser la volta buona. La struttura è stata da allora abbandonata a se stessa fino ad essere oggetto di devastazioni e vandalismi tanto da essere in più parti «smontata», dalla piscina coperta alla palestra, alle vasche per la sauna, completamente smontate e portate via, assieme ai servizi igienici, ai sanitari, alle tubazioni dell'acqua, del gas e dell'energia elettrica e all'ammattonato.
Un tentativo di recuperarla fu fatto dall'allora sindaco notaio Salvatore Lombardo che, d'intesa con il Coni, intendeva affidarla alle varie Federazioni sportive per stages e allenamenti collegiali.
Ma il tentativo non andò in porto anche se il successore di Lombardo, il notaio Eugenio Galfano, ne tentò il recupero attraverso un intervento di manutenzione generale e con la costituzione di un consorzio tra i vari comuni della Provincia. Anche questo un tentativo andò in fumo decretando la misera fine di Villa Damiani. Da allora l'impianto è stato oggetto di atti di vandalismo e di vari incendi, per lo più di origine delosa, l'ultimo dei quali tre anni fa di proporzioni così vistose da completare l'opera distruttiva di decenni di abbandono. Da qui il tentativo di vendere Villa Damiani ai privati nel tentativo di «fare cassa», ma di recuperarla anche alla pubblica fruizione.
L'intervento di Francesca Angileri ha riacceso l'interesse per Villa Damiani e gli sportivi marsalesi (e non solo) sperano tanto che, migliorate le condizioni delle casse comunali, il complesso sportivo di possa tornare ad essere quello che fu agli inizi degli anni '70: il «fiore all'occhiello» dell'impiantistica sportiva a Marsala.

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