Le autobotti si fermano, i titolari: vogliamo lavorare in regola

Gli autotrasportatori chiedono le autorizzazioni. I camion non fanno più carichi e sarà anche organizzata una manifestazione
Trapani, Archivio

TRAPANI. Le autobotti si fermano. Gli autotrasportatori trapanesi hanno deciso di incrociare le braccia per fare sentire la loro voce e chiedere alle istituzioni di potere lavorare in regola, senza rischiare di incappare in sanzioni da parte delle forze dell'ordine. Alla mobilitazione di queste ore hanno aderito le ditte di Trapani che si occupano del trasporto d'acqua. I camion non fanno più carichi e nelle prossime ore sarà anche organizzata una manifestazione di protesta assieme alle associazioni di categoria.
“Ne abbiamo piene le tasche di essere considerati come i padroncini dell’acqua. Vogliamo lavorare in regola sia per il trasporto su strada che per il prelievo dell’acqua”, ha fatto sapere Nino Vittorioso, in rappresentanza degli autotrasportatori. Le loro licenze sono infatti solo per il trasporto e durante il “viaggio” c’è bisogno di un documento che attesti la provenienza del carico. Chi ne è sprovvisto va incontro a pesanti sanzioni, fino al sequestro dei camion. L'acqua può essere infatti prelevata dalle fonti solo su autorizzazione da parte degli enti preposti. In caso di emergenza idrica i Comuni possono permettere alle autobotti private di caricare acqua, attraverso delle convenzioni e comunque per un periodo limitato, attingendo dai rubinetti dalla condotta del dissalatore. Si deve infatti trattare di acqua potabile. Quella dei pozzi, invece, non lo è.
“Chiediamo di essere autorizzati in modo permanente a prelevare l’acqua, o dal dissalatore o dai vari pozzi privati con l’ausilio dei contatori, pagando i diritti alle amministrazioni o una concessione annua”, ha spiegato Nino Vittorioso, che ha tenuto a precisare come i cittadini, quando vengono riforniti dalle autobotti, pagano il trasporto, non l’acqua, che per legge non si può vendere. Il problema si pone anche per gli altri servizi, come il riempimento delle piscine, l'irrigazione dei campi o la fornitura di grosse strutture. La protesta va a coincidere con il fermo di due giorni dell'erogazione idrica dall’acquedotto di Bresciana per lavori alla pompe di rilancio, con tutti i disagi che ne deriveranno nell'erogazione idrica a Trapani e nelle frazioni.
Il fermo delle autobotti rischia di aggravare la situazione, soprattutto nel territorio di Erice, ad iniziare dal centro urbano di Casa Santa, dove continua a tenere banco il problema della penuria d'acqua per la minore fornitura da parte del dissalatore. Addirittura la zona della via Madonna di Fatima è a secco da venti giorni per l'inquinamento delle tubature.E proprio ieri il sindaco Giacomo Tranchida ha autorizzato due ditte al trasporto dell'acqua, sempre attraverso apposita convenzione, proprio per permettere il rifornimento. Ma le autobotti sono ferme e gli autotrasportatori hanno annunciato che andranno avanti nella loro protesta ad oltranza. Questa mattina terranno una riunione nei locali della Cna. Dopodiché chiederanno un incontro al prefetto.

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