Marsala, più controlli nelle scuole Comune contro l’alcolismo giovanile

Al via progetti con associazioni, Sert e forze dell’ordine: si pensa a «trasporto collettivo» e «guidatore sobrio»

MARSALA. Una campagna per fronteggiare e sconfiggere il sempre più grave fenomeno dell'alcolismo tra i giovani marsalesi. È l'iniziativa che l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giulia Adamo, si accinge a mettere in campo in tempi brevi, alla luce del dilagare dell'abuso di alcool da parte di molti giovani (e non solo alla luce delle tante denunce comminate da Polizia e Carabinieri nei servizi di controllo del territorio per guida in stato di ebbrezza) marsalesi. A spingere verso una campagna anti-alcolismo è anche un recente intervento del consigliere comunale del Gruppo Misto Pino Carnese che nei giorni scorsi aveva sollecitato il sindaco Adamo e il presidente del consiglio Enzo Sturiamo ad intervenire, vista la gravità che il fenomeno del binomio «Giovani e Alcool» è andato assumendo in questi ultimi anni.
«Le statistiche su l'uso-abuso dell'alcool - dice Pino Carnese che fra l'altro è infermiere professionale all'ospedale Paolo Borsellino di Marsala - sono vertiginosamente in aumento nel territorio tra i giovani fino a destare serie preoccupazioni. Studi recenti dimostrano che l'uso di basse dosi di alcool, durante i pasti, è associato ad un evento favorevole cardio-vascolare con una diminuzione della mortalità, mentre l'uso di alcool ad alte dosi è definito rischiooso e si associa ad un aumento della mortalità. Per altro tale abuso è associato a buona parte degli incidenti stradali mortali o con postumi invalidanti».
Alla luce della dimensione del fenomeno non sembra sia totalmente efficace l'approccio proibizionistico per cui appare necessario, oltre che intervenire sulla domanda e sulle motivazioni culturali, ricorrere ad interventi complessivi multidimensionali. Da qui l'S.O.S. lanciato da Carnese prontamente raccolto dal sindaco Giulia Adamo che ha già disposto l'avvio di una vera e propria campagna nella quale coinvolgere, oltre che il Sert, anche le varie associazioni che si occupano del problema perché contribuiscano a porre un freno al fenomeno. Per tale obiettivo si pensa già di potenziare tutte le iniziative istituzionali divulgative, educative e di contenimento, di creare centri di aggregazione giovanili in cui sia possibile sviluppare modalità di «bere consapevole», favorire la nascita di progetti quale «guidatore sobrio» o di «trasporto collettivo» verso i locali coinvolgendo gli stessi proprietari e operatori del settore, stipulare un patto con le scuole di ogni ordine e grado per una forte azione educativa; il tutto magari accompagnato da un'ordinanza sindacale volta all'introduzione di maggiori controlli nella vendita e somministrazione di alcolici ai minorenni.

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